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IL SOLE VS IL COVID

Se dopo il vaccino o l’infezione da Covid la pelle ha mostrato reazioni come eritemi,dermatiti, geloni, meglio non esporsi subito al sole. In vista della prima abbronzatura potrebbe essere necessaria una maggior cautela, a causa del Covid.

In generale l’esposizione ai raggi solari potrebbe avere effetti anche importanti sulla pelle, soprattutto in caso di mancato ricorso ad adeguate protezioni e specie se avviene in modo non graduale. Chi, però, è guarito dal Covid e chi si è vaccinato, potrebbe dover ricorrere a maggiori precauzioni. Per esempio dovrebbe attendere qualche settimana prima di esporsi .

Le cause Il motivo sta nel fatto che la malattia Covid, che può essere sistemica e dunque coinvolgere più organi, può interessare anche la pelle, colpendola prima e rendendola più “fragile” dopo, per un certo periodo dalla guarigione.

Chi ha avuto il Covid con reazioni cutanee ha avuto un’infezione con espressioni dermatologiche, come disturbi vascolari, geloni, pitiriasi rosea o alopecia .

Lo stesso vale per chi ha ricevuto da poco il vaccino e ha avuto reazioni dermatologiche come rush cutanei con eritemi o desquamazioni, o ancora orticaria.

Queste due categorie di persone necessitano di una maggiore attenzione. In particolare è bene posticipare l’esposizione al sole per dare tempo alla pelle per recuperare e guarire dall’infiammazione.

I consigli:

L’indicazione è di attendere circa 3 settimane da quando sono regrediti i sintomi della malattia .

Il livello di protezione dipende dal fototipo, dunque per chi ha pelle e capelli chiari in genere è bene usare sempre il massimo, quindi almeno 50 ed evitare le ore centrali della giornata .

È comunque importante applicare la crema o lo spray prima di indossare i costume e di uscire di casa .

I filtri “fisici” sono sicuramente più indicati per i pazienti pediatrici o con patologie particolari come dermatite atopica o predisposizione a sviluppare allergie. Hanno la massima tollerabilità ma sono meno gradevoli esteticamente, perché danno un effetto patina bianca .

Se però non ci sono problematiche particolari, va bene anche un filtro chimico-fisico, ossia tutti quelli più moderni in commercio, che si assorbono meglio, purché applicati correttamente.

Possono essere utili anche fotoprotettori orali : vitamine, minerali, polifenoli, carotenoidi Sono estremamente utili nei fototipi bassi (con pelle chiara) o in chi ha già sviluppato patologie cutanee tumorali o correlate a Covid, perché aumentano la protezione per la pelle.

Il sole uccide il virus o “fa male”?

E’ però emerso che il sole è in grado di annientare il virus ,come si era visto lo scorso anno quando in estate era terminata la prima ondata pandemica .Infatti il caldo, il sole e la stagione estiva rappresentano uno dei motivi del calo dei contagi.

Il caldo da solo, però, non basta perche dove c’è molta umidità questa agevola il virus. L’ aria secca aumenta del 20-30% l’efficienza dei raggi solari nell’uccidere il virus.

Il sole è una concausa , un fattore importante, ma non l’unico, perché in queste settimane stiamo vedendo anche i benefici del rispetto delle norme anti-Covid, come l’uso di mascherine, il distanziamento, l’igienizzazione e – naturalmente – anche la campagna vaccinale .

Come si coniugano, allora, i benefici dei raggi solari con eventuali controindicazioni ?

Le due azioni vanno in parallelo : dobbiamo prevenire i danni dei raggi UVA e UVB con la giusta protezione e nello stesso tempo esponendoci al sole stiamo riducendo la carica virale intorno a noi e la possibilita’ di un eventuale contagio .

Ma è allora è utile esporsi al sole? Sì, certo, con le dovute precauzioni .

ALCUNI CONTENUTI SONO TRATTI DA QUESTA FONTE : ARTICOLO DONNA MODERNA GIUGNO 2021

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