IL “BUGIARDINO” DEI FARMACI

Tutti noi abbiamo quotidianamente a che fare con i medicinali. A volte i farmaci vengono prescritti dai medici, che ci aiutano a gestirne il dosaggio e le modalità di assunzione . Altre volte, per i sintomi medio-gravi, ci affidiamo al consiglio dei farmacisti e impariamo anche da soli ad assumere i farmaci tramite il bugiardino, ossia il foglietto illustrativo.

Ma perché questo strumento viene chiamato con un termine non troppo rassicurante e anche riduttivo ? Proviamo a scoprirne l’origine e vedremo che essa ha poca attinenza con il suo contenuto medico-divulgativo.

Origini: L ’ Accademia della Crusca ha ricostruito l’etimologia di questo termine

La Crusca per Voi (n° 27, pp. 10-11). https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/perche-il-foglietto-illustrativo-dei-farmaci-viene-chiamato-bugiardino/157

«Il termine bugiardino, utilizzato per indicare il foglietto illustrativo che accompagna i farmaci, è una formazione semanticamente e morfologicamente trasparente, sulla base dell’aggettivo bugiardo con il suffisso del diminutivo –ino, adatto sia in riferimento alle dimensioni dell’oggetto sia per attenuare con una vena di ironia l’appellativo di bugiardo. In questo processo si assiste al passaggio dall’aggettivo bugiardo, riferibile soltanto all’uomo come entità in grado di concepire e di dire bugie, a un sostantivo che invece indica un oggetto inanimato contenente un testo, per la precisione un testo informativo. Qualche indizio potrebbe farci ipotizzare che il nome sia nato da un uso nominale dell’aggettivo bugiardo: in Toscana, per la precisione in area senese, gli anziani ricordano che il bugiardo era la locandina dei quotidiani esposta fuori dalle edicole e da qui, riducendo le dimensioni del foglio, si è forse potuti arrivare a denominare bugiardino il foglietto dei medicinali. C’è un altro aggancio, questa volta documentato, all’ambito giornalistico: nel libro di G. Gelati, Parlare livornese (Ugo Bastogi Editore, 1992) si trova la voce bugiardello così definita: “durante il fascismo era così chiamato dagli antifascisti il giornale «Il Telegrafo» che si diceva essere proprietà della famiglia Ciano”. Non abbiamo però nessun dato che possa confermare il legame tra queste formazioni che, sulla stessa base di bugiardo, possono aver avuto percorsi distinti.

All’interno delle confezioni dei farmaci sono presenti dei foglietti di carta piegati su se stessi, sui quali sono riportate le informazioni relative al prodotto. Questi foglietti, noti come “bugiardini”, sono diventati un elemento fondamentale per garantire la sicurezza e l’efficacia dei medicinali.

Il “bugiardino” si riferisce soprattutto alle “istruzioni per l’uso” dei medicinali, ma si è esteso anche ad indicare il testo della quarta di copertina di un libro o il dépliant di un albergo. In ogni caso questo sostantivo pone l’attenzione su una prerogativa tipica di un “bugiardino” : toccare vagamente, o addirittura sorvolare, le cose negative o gli effetti indesiderati mettendone in risalto i pregi e l’efficacia.

Nello specifico, negli anni del boom della farmacologia, si compilavano foglietti illustrativi in cui si faceva solo un accenno agli effetti collaterali del farmaco. Non erano vere bugie, quanto omissioni che potevano però rivelarsi anche importanti e compromettenti nell’uso farmaco. In seguito a nuove regole, i foglietti illustrativi hanno cominciato a riportare tutte le informazioni importanti relative al farmaco ,ma sempre difficili da leggere e da comprendere perché scritti con caratteri minuscoli e altamente tecnici. Tuttora ,grazie al Decreto Legislativo 219/2006, i foglietti illustrativi devono rispettare un nuovo formato che stabilisce che le informazioni riportate siano leggibili, comprensibili e di facile utilizzo.

Per questo si sono attuate grandi revisioni dei foglietti illustrativi per aumentare la correttezza d’uso dei farmaci e correggere queste omissioni . Attualmente la critica più diffusa è che questi strumenti, rivolti ai consumatori non specialisti, restino comunque incomprensibili sia per la tecnicità delle informazioni sia per l’accumulo di notizie in così poco spazio. La mancata trasmissione di informazioni chiare (non far capire è quasi come non dire)continua a giustificare l’appellativo di bugiardino. Il nome purtroppo è rimasto nell’uso comune, soprattutto perché non si e’ riusciti del tutto a migliorare la chiarezza che permane negli attuali foglietti illustrativi.

E’ sempre importante leggerlo: infatti è l’unico strumento che consente un corretto utilizzo del farmaco in autonomia . Va letto anche se si troveranno informazioni che possano preoccupare ; in presenza di qualsiasi dubbio sarà possibile rivolgersi al proprio medico o al farmacista .

Alcuni contenuti sono tratti da : https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/perche-il-foglietto-illustrativo-dei-farmaci-viene-chiamato-bugiardino/157 . Articolo del 03\06\2005

https://www.vediamocichiara.it/il-bugiardino/ Articolo del 29\05\2020

Rispondi

Scopri di più da 👩‍⚕️ FARMACISTASOS 🐞

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere